Barbara Callio

callioTitolo dell’Opera: “Femminilità”
Tecnica: acrilico su cartone telato,
60x80 cm.

 

“Originaria di Molare (Al) vive e lavora ad Ovada (Al) con studio ed esposizione permanente. Conseguita la maturità artistica al Nicolò Barabino di Genova, da più di 35 anni si dedica alla pittura e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha al suo attivo numerose personali (Firenze, Milano, Ferrara, Venezia, Genova ecc.) e prestigiosi premi in importanti rassegne nazionali ed internazionali.
Negli ultimi anni ha soggiornato in Francia, a MENTON, dove ha esposto con personali al Salone du
Louvre e al Palais de l’Europe. Per meriti per la sua creatività e la sua tecnica nella pittura le sono stati conferiti molti importanti riconoscimenti artistici.
Nel 2015 ha partecipato a “Expo International Art” a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Grasso
ed è stata fra i venti pittori protagonisti della manifestazione “La modella per l’Arte 2015” voluta dal
Patron Paolo Vassallo.Hanno parlato di lei Giorgio Grasso, Stefano Benedetti, Fernando Silo, Gianni
Milani, Maria Rosa Belgiovine, Giorgio Falossi che sul catalogo “Dall’ Expo di Milano alla Biennale di
Venezia” 2015 scrive” Sensibile al recupero della figura in una forma che sia visibile e in un modo
che sia attuale, Barbara Callio stende sulla tela le complicate suggestioni del reale con una serie di
campiture timbriche diversificate con un cadenzato, ampio respiro.
Intrecci di segni e colori collaborano a creare fremiti e vibrazioni, inserimenti di figure, di volti...evocano impalpabili solitudini.
Un mondo femminile sfarzoso, ma non felice, volti intensi che colgono una poetica simbologia attuale, ed il gesto dell’artista si trasforma in un segno cromatico che adorna il volto...mentre foglie e panneggi turbinano e convergono a sottolineare la vita nei vari momenti. Il colore si identifica sempre più con l’ambiente lasciando al disegno i volti. Sfumature di blu, bianchi ghiacciati e rosa pallidi confermano il dinamismo dei segni vibranti di presenze dove la caducità del tempo incombe sovrana. Nasce così questa pittura in cui la figura converge con il dinamismo della struttura che si assesta sul fantastico intrecciarsi di cappelli e collane, di grandi occhi e lontanissimi soli infuocati”